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La danza del ventre :

Impropriamente chiamata Danza del Ventre dagli occidentali, la Danza Orientale - Raqs Sharqi - in lingua originale - ha origini antiche e sacre.
Nell’antico Egitto nei templi dedicati alla dea Iaset, la Dea Madre, si eseguivano danze che simulavano l’origine della vita, mediante movimenti e ondulazioni del ventre: aveva così inizio la danza orientale, come venerazione della Dea come Ventre e origine della Vita in tutte le sue manifestazioni, che rende possibile la fusione della donna con la divinità.
In occidente è conosciuta come danza del ventre, a seguito dell’ammirazione suscitata negli spettatori europei quando videro le danzatrici orientale muovere sinuosamente il ventre.
La danza orientale è adatta a donne di tutte le età, anche per le bambine, che ne sperimentano il lato più ludico-creativo. E’ una danza dolce, che arriva ad essere benefica per tutte le tensioni fisiche e psico-somatiche accumulate nei centri energetici o chakras; e permette alla donna di esprimere al massimo la femminilità in tutti i suoi aspetti e sfumature. Un costante allenamento rende il corpo flessibile e tonico, armonizza le forme e migliora l'umore. I preziosi vestiti e accessori valorizzano la bellezza e la femminilità.
Sulla danza a ventre Wendy Buonaventura scrive:
Il pubblico si aspetta il solito, il classico "due pezzi" e sono delusi quando non lo trovano. - Ma bisogna ballare a ventre scoperto - dicono...
I movimenti della danza hanno già in sè qualcosa di intimo e sensuale. Il caratteristico della danza araba esiste nella tensione di cosa si mostra al di fuori e quello che si nasconde al didentro.
Lo spettatore deve avere l'impressione che dietro il movimento della danza ci sia ancora "un qualcosa" di nascosto. Questo "qualcosa" fa sì che il pubblico oltre alla curiosità, aiuti a tener alto l'ipnotizzante momento in cui la danzatrice balla.

Sulle donne europee il Prof. Hassan Khalil scrive:
Non avrei mai pensato che le donne europee potessero sviluppare un senso per lo specifico orientale in questa danza. Invece ho constatato che non c'è differenza, sia dal sentimento che dall'interpretazione.
Questa danza è principalmente femminile; il ventre per ogni donna è il ventre, il ritmo del polso nel corpo è uguale e i bimbi nascono alla stessa maniera, sia in Africa che in Europa.
La danza orientale ha per ogni donna qualcosa a che fare col destino, ed il destino non si impara dai libri. Certo è anche tecnica , ma è principalmente sentimento.
Ci sono donne che durante la danza non si muovono dal posto in cui si trovano, però hanno in corpo il ritmo, volano, e sono in un altro mondo.... Questa è la magia che prende possesso del loro corpo con il ritmo della musica.

Testo di Katia Bes tratto dallo spettacolo: ‘SAMAR: sussurrare nella notte’ 2006

‘Ritmi dolci e suadenti, delicati e penetranti, ma anche passionali, energici e giocosi, così è anche la donna, dolce amante e amica e forte guerriera che difende la sua libertà, la sua sensibilità, la sua intuizione, la sua intelligenza. Una donna che non è solo un corpo, da coprire completamente come in oriente o denudare completamente come in occidente, eclissandone in entrambi i casi l’anima e il cuore. La donna che in tutti i suoi gesti quotidiani esprime la sua femminilità. Una donna dal vestito di piume che migra per essere libera… In occidente si crede che gli Harem siano abitati da donne schiave, odalische sottomesse ma in realtà gli uomini orientali temono queste donne che combattono per la loro libertà e hanno coscienza di se stesse. Queste donne hanno un grande potere di seduzione che esprimono col SAMAR: parlare dolcemente nella notte all’ombra della Luna. La donna con la sua sensibilità e la sua conoscenza intellettiva penetra il cervello dell’uomo e la nutre parlando con lui… L’erotismo non è fisico ma soprattutto mentale, è un gioco di linguaggio nel cuore della notte. Nell’ombra della Luna gli amanti diventano parte dello splendore celeste…Nella musicalità silenziosa del deserto. La danza del ventre è completamente legata alla spiritualità, è un esercizio di potenziamento dell’autocoscienza, è celebrazione del corpo e rituale del rafforzamento del sé… E le donne si preparano, giocando, alla loro festa, alla loro celebrazione!’

 
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